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Sabato 12 Marzo alle ore 19:30 si esibirà a Ceppaloni nell'Aula Consiliare: Mimì Palimero ed il suo gruppo in "Sabnnio Napoletano"
 

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Chiesa della SS. ma PDF Stampa E-mail
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Ai margini del borgo, inserita in un paesaggio naturale di gran suggestione e bellezza quasi selvaggia, sorge la Chiesa della Santissima Annunziata di Ceppaloni.
Secondo Pietro Rossi la Chiesa “fu edificata dal Comune (cioè dal Popolo) nel 1567”, e la stessa data è indicata da Cherubino Martini.
Occorre tuttavia rilevare che gli inventari orsiniani assegnano la fondazione al 1507, mentre un documento nel regesto delle pergamene dell’abbazia di Montevergine riporta la SS. ma Annunziata il 9 gennaio del 1453. Chiesa della SS. Annunziata CeppaloniSi può allora ipotizzare la presenza, probabilmente nello stesso sito, di una costruzione più antica, che è stata successivamente riedificata o ristrutturata. I primi religiosi insediati nell’annesso convento sono i padri osservanti, sorti in seno all’ordine francescano nel XV secolo, per riproporre la fedeltà assoluta alla regola del Santo fondatore.
Successivamente, ma s’ignora con precisione quando, subentrano i servi di Maria, documentati fino al 1650, ai quali si deve il nuovo titolo della Chiesa: Santa Maria dei Martiri. Segue, nella seconda metà del XVII secolo, un periodo di decadenza, comune a tante istituzioni religiose, come conseguenza dell’apocalittica terrificante pestilenza del 1656 che ebbe a desolare il Regno di Napoli.
La Chiesa viene abbandonata ed è incerto se il convento diventa un rifugio di ladri o piuttosto una comoda fruizione del diritto di asilo. La carenza di documenti non permette di stabilire la realtà storica.
Un avvio di ripresa si ha con la venuta dalla Versilia di giovani aspiranti alla vita religiosa. Per Ceppaloni c’è una testimonianza di questa presenza con il servo di Dio Fra Clemente da Terrinca. Ma ad aggravare il quadro giunge con inaudita violenza il terremoto del cinque giugno 1688.
L’arcivescovo del tempo, il cardinale Vincenzo Maria Orsini,
nell’attuare, con pastorale e autentica paterna sollecitudine, la ricostruzione nell’ambito della sua Chiesa, stabilisce un primo importante contatto con i fedeli, attraverso il mezzo della missione.
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Il Castello di Ceppaloni PDF Stampa E-mail
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castello di CeppaloniImponente e massiccia appare la mole del castello che è arroccato su un grosso masso roccioso che domina l’abitato di Ceppaloni, piccolo centro a pochi chilometri da Benevento.
L’origine del manufatto è controversa, nebulosa. La bibliografia è scarsa, per non dire inesistente. Si avanzano ipotesi di insediamento iniziale longobardo o forse più probabilmente, normanno.
Attraverso rifacimenti e modificazioni il castello ha perso la sua funzione iniziale di fortezza per diventare, prima residenza padronale e, poi ai giorni nostri, abitazione multipla di proprietà di alcuni nuclei familiari della zona.
Il monumento ha un insolito andamento planimetrico, irregolare, assimilabile ad un triangolo che genera, quindi, all’interno una corte approssimativamente triangolare. Purtroppo è stato snaturato da interventi non coordinati, arbitrari, apportati dai proprietari. In alcuni casi si è ricorso addirittura all'alluminio anodizzato per gli infissi che affacciano sulla corte.
Nella corte si riscontrano alcuni elementi di un certo interesse: nello spigolo a nord - ovest un arco da isolare e da restaurare, un grosso scalone di pietra nell’ala opposta, un pozzo di discreta fattura incassato nella faccia interna dell’ala sud. Gli ingressi alla corte sono due: uno sull’ala sud e un altro sull’ala nord – ovest.

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