Ruggiero Scillato

Ruggero Scillato (il cognome forse deriva da una versione dialettale di “stellato”, probabilmente riferito allo stemma) (+ post 1258), Cavaliere, Signore di Sicignano, apparteneva ad una casata normanna di Salerno.
A1. Giovanni, Signore di Sicignano, Stratega di Salerno nel 1270, nel 1284 era uno dei cavalieri incaricati di reperire i fondi per il riscatto del Duca di Calabria. B1. Maria, divenne Signora di Petina e Romagnano alla morte precoce del figlio Ughetto. = Jacopo di Francesco Signore di Petina e Romagnano (+ 1283).
A2. Matteo, Medico di Carlo I Re di Napoli.
A3. Guglielmo, Signore di Vasto, Cavaliere nel 1273.
B1. Guglielmo (* postumo …. + post 1324), Signore di Vasto, Ciambellano del Duca di Calabria nel 1322, Vicerè della Capitanata dal 1323/1324.
A4. Berardo, Consigliere Regio nel 1283 e Familiare del Re Carlo I d’Angiò, ambasciatore napoletano presso il Papa nel 1283, Vicerè del Principato Ultra nel 1284, Signore di Atripalda dal 1291; il 5-12-1284 fu uno degli incaricati regi a reperire i fondi per la campagna militare in Sicilia.
B1. Pandolfo, Signore di Atripalda, Vicerè di Terra d’Otranto nel 1311, nel 1289 era Cavaliere = post 1289 (?) Eufrasia Signora di Ceppaloni e Circello
C1. Niccolò detto “Imbriaco”, Signore di Circello e Ceppaloni, Cavaliere, Governatore dell’Aquila e Vicerè d’Abruzzo nel 1343/1344. = Luisa d’Alemagna, figlia di Guiduccio Signore di Buccino (v.)
D1. Ugone (+ ante 1400), Signore di Ceppaloni, Circello e Chianchitello, a cui aggiunse Forcella e Colle. = Rita di Molise (de Molisi), sorella di Antonio di Molise Maggiordomo Maggiore del Re Ladislao I (+ post 1400), tutrice delle figlie.
E1. Ilaria (detta Flavia) (+ post 1454), Signora di Ceppaloni e Chianchitello, la sua eredità venne smembrata per ordine regio; nel 1454 rinuncia alla successione del feudo di Ceppaloni in favore del nipote Jacopo Antonio della Marra, riservandosi l’usufrutto di stabili in Ceppaloni, Benevento, Salerno e Montearato.a) = ca. 1400 (era ancora bambina) Jacopo Antonio della Marra Signore di Serino (v.)b) = ante 1432 Francesco Orsini 1° Duca di Gravina (v.)
E2. Magalda (+ post 1420), Signora di Colle, Circello e Forcella per concessione del Re Ladislao I. = Jacopo della Leonessa Signore di Airola (+ post 1420). C2. (Parentela probabile) Riccardo (+ post 1352), Cavaliere del Duca di Calabria, Signore del ponte di Mignano e di Litto; nel 1312 cede la città di Mugnano al monastero di Montevergine.
D1. Purpurella= Roberto d’Alemagna Signore di Buccino (v.)
C3. (Parentela probabile) Tommaso, Dottore dal 1299, Maestro Razionale della Regia Corte, Governatore di Gaeta nel 1301, ebbe il castello di Letto con parte di quello di Mignano con Regio Decreto datato : Napoli 12-9-1299.
C4. (Parentela probabile) Roberto (+ post 1320), era detto Barone. Figlia di Roberto o Tommaso (?) : Maddalena, sposata a Riccardo Aldomorisco B2. Romualdo, Cavaliere, Protontino del Principato di Salerno nel 1316.

Personaggi illustri

I Cutillo, famiglia ora estinta in Ceppaloni, hanno dato Carlo, morto nel 1704, Abate di Montevergine; Francescantonio esperto giuesperito e avvocato del ‘700, pubblicò un Commentarium de ritu Vicariae (1645) e Brevi esortazioni da fare ai condannati a morte dalla Giustizia per farli morire alienati dalle cose del mondo (1649); Lorenzo, (1604-1654), monaco e teologo di Montevergine, autore di numerose opere dal 1643 al 1649.

Lonardo Piero (1873-1932). Professore di storia al Liceo “Giannone” di Benevento, è ricordato per Gli Ebrei a Benevento in documenti inediti (1899), Inventario dei Sacri arredi della Tesoreria Metropolitana nel 1411 (1900), Gli Statuti di Benevento sino alla fine del secolo XV (1902), La città di Benevento al tempo della congiura dei Baroni (1914-15) ed altre opere.

Polcari Innocenzo (1818-1908). Gesuita, rettore del Seminario diocesano, latinista insigne, ha lasciato In Beatam Virginem Mariam, 1905, Della vita del P. Antonio Capelloni, 1865, Universale eloquuentiae institutiones, 1858.

Mazzeo Mario (1889-1973). Ordinario della Cattedra di Igiene all’Università di Napoli e autore di numerosissime pubblicazione scientifiche. Ha lasciato anche La Terra di Ceppaloni e P. Innocenzo Polcari S.I. con una raccomandazione ai giovani del Paese a coltivare lo studio delle memorie patrie. Il figlio Francesco è stato egli pure cattedratico e Direttore della clinica di semeiotica chirurgica del II Policlinico di Napoli.

Testa Clorindo (1923). Architetto famoso, nato a Napoli, risiede in Argentina. Tra i maggiori architetti del mondo, pittore concettuale di grande fama, docente di architettura in Argentina. Ha realizzato la Biblioteca Nazionale e la Banca di Londra e America a Buenos Aires, il Centro Civico a Santa Rosa nella Provincia della Pampa. Come Pittore ha esposto in tutto il mondo e alla Biennale di Venezia. Nel 1997, nel corso di una mostra a Ceppaloni, dove ha esposto una serie di tele intitolata “La peste a Ceppaloni” ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Ha poi redatto un progetto per un Centro Sociale a Beltiglio, da dove proveniva il padre Giovannandrea, cui sono stati intitolati i Giardini pubblici.

Statuto

STATUTO DELLA PRO LOCO DI CEPPALONI

Art.1 DENOMINAZIONE – SEDE

E’ costituita con atto pubblico l’Associazione Turistica Pro Loco di CEPPALONI  con sede legale in CEPPALONI, di seguito anche denominata Pro Loco.

L’associazione può modificare liberamente la suddetta sede,  secondo le esigenze operative ed organizzative.

Art.2 FINALITA’

La Pro Loco è un’associazione su base volontaria di natura privatistica senza scopo di lucro, ma con rilevanza pubblica e finalità di promozione sociale, turistica, di valorizzazione di realtà e di potenzialità  naturalistiche culturali storiche ed enogastronomiche del Comune di CEPPALONI.

ART.3 COMPITI E OBIETTIVI

La Pro Loco per il conseguimento delle finalità di cui all’art.2, autonomamente e/o in collaborazione con il Comune e   altre associazioni ed Enti pubblici e privati, si propone di:

A) Riunire tutti coloro ( Enti, Industriali, Esercenti privati) che hanno interesse allo sviluppo turistico della località;

B) Contribuire ad organizzare turisticamente la medesima studiandone il miglioramento edilizio e stradale, specie nelle zone suscettibili di essere frequentate da turisti, promuovendo l’abbellimento di piazze, strade, giardini, ecc. con piante e fiori;

C) Promuovere il miglioramento e lo sviluppo delle attrezzature ricettive  (Alberghi, pensioni, locande, affittacamere, bed & breakfast, pubblici esercizi);

D) Incoraggiare ed appoggiare il miglioramento dei pubblici servizi (Linee automobilistiche, servizi di N. U. , Innaffiamento strade, ecc.) al fine di facilitare il movimento turistico per rendere il soggiorno piacevole quanto più possibile ai forestieri;

E) Vigilare lo svolgimento dei servizi locali interessanti al turismo e alle relative tariffe proponendo le opportune modifiche alle competenti autorità o alle ditte esercenti i servizi medesime;

F) Promuovere, incoraggiare ed appoggiare festeggiamenti, gare sportive, fiere, convegni, spettacoli pubblici, gite ed escursioni per attirare i turisti nella località e dare svago e diletto a quanti vi soggiornano; gestire campi di gioco, promuovere e curare l’attività agonistica e sportiva della località;
G) tutelare e mettere in valore le bellezze naturali e artistiche e monumentali per farle meglio conoscerle e apprezzare;

H) collaborare con tutte le Associazioni Turistiche sia private che pubbliche  alla propaganda intesa a diffondere la conoscenza di Ceppaloni ed a favorire il concorso dei forestieri;

I) adempiere le funzioni demandate dagli Uffici Turistici Locali e Regionali; istituire uffici d’informazioni turistiche e svolgere attività e servizi di carattere turistico;

L) Organizzare e coordinare commemorazioni celebrative di personaggi illustri; organizzare, altresì concerti e mostre, nonché cicli di conferenze d’argomento turistico, artistico – culturale; formare una biblioteca;

M) Incrementare qualsiasi genere di studio sulla vita artistica e turistica della città di Ceppaloni e della regione Campania;

N) promuovere la cultura dell’accoglienza e dell’informazione dei turisti anche con l’apertura di appositi uffici;

O) organizzare iniziative utili allo sviluppo della conoscenza delle attrattive di CEPPALONI anche al di fuori del territorio comunale ed operare per la migliore gestione dei servizi di interesse turistico;

P) l’associazione Pro Loco, per tutta quanta la sua attività, non persegue alcun fine di lucro;

Art. 4 ATTIVITA’ DEI SOCI

L’attività dell’associazione è assicurata prevalentemente con prestazioni personali, volontarie e gratuite degli associati.

Art.5 SOCI – DIRITTI E DOVERI

I soci della Pro Loco si distinguono in:

a)soci Ordinari,

b)soci Sostenitori,

c)soci Onorari.

L’ammissione di un nuovo socio è decisa, senza obbligo di rendere nota la motivazione, dal Consiglio Direttivo della Pro Loco per richiesta scritta del candidato, entro trenta giorni dalla stessa, e dietro versamento della quota sociale.

Possono essere  soci Ordinari tutti i residenti nel Comune e tutti coloro che per motivazioni varie (in via esemplificativa villeggianti, ex residenti) possano essere interessati all’attività della Pro Loco.

Possono essere  soci Sostenitori coloro che, oltre alla quota ordinaria, erogano contribuzioni volontarie straordinarie.

Possono essere  soci Onorari le persone che sono riconosciute tali dal Consiglio Direttivo per meriti particolari acquisiti a favore o nella vita della Pro Loco; il riconoscimento è perpetuo, da diritto di assistere, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Direttivo e all’Assemblea dei Soci, comporta l’esonero dal pagamento della quota annuale.

Tutti i soci, purché maggiorenni al momento dell’Assemblea,  hanno diritto di:

a)voto per eleggere gli organi direttivi della Pro Loco, purché in regola con il versamento della quota sociale avvenuto almeno quindici giorni prima della data fissata per lo svolgimento dell’Assemblea;

b)essere eletti alle cariche direttive della Pro Loco;

c)voto per l’approvazione e le modifiche dello statuto e dei regolamenti della Pro Loco, purché in regola con il versamento della quota sociale avvenuto almeno quindici giorni prima della data fissata per lo svolgimento dell’Assemblea;

d)ricevere la tessera della Pro Loco;

e)frequentare i locali della sede sociale;

f)ricevere le pubblicazioni della Pro Loco;

g)ad ottenere tutte le facilitazioni che comportano la qualifica di socio di una Pro Loco U.N.P.L.I. in occasione delle attività promosse o/ed organizzate dalla Pro Loco stessa.

I soci hanno il dovere di:

a)rispettare lo statuto ed i regolamenti della Pro Loco;

b)versare nei termini, entro e non oltre il 30 giugno, la quota sociale;

c)non operare in concorrenza con l’attività della Pro Loco.

La qualifica di socio si perde per dimissioni, per mancato pagamento della quota associativa, per morte o per esclusione deliberata dal Consiglio Direttivo in caso di indegnità del socio a causa di attività pregiudizievole nei confronti della Pro Loco o incompatibile con le attività stesse.

Non esistono soci di diritto o membri di diritto del consiglio direttivo.

Art.6 ORGANI

Sono organi della Pro Loco:

a)L’Assemblea dei Soci;

b)Il Consiglio Direttivo;

c)Il Presidente;

d)Il Segretario;

e)Il Tesoriere;

f)Il Collegio dei Revisori dei Conti;

g)Il Presidente onorario.

Tutte le cariche sono gratuite.

Art. 7 L’ASSEMBLEA DEI SOCI

L’Assemblea:

a)rappresenta l’universalità dei soci e le sue decisioni, prese in conformità alla legge e al presente statuto, obbligano i soci;

b)ha il compito di dare le direttive per la realizzazione delle

proprie finalità;

c)è composta di tutti i soci, in regola con la quota sociale dell’anno in cui si svolge l’assemblea;

d)è ordinaria e straordinaria. Le assemblee sia ordinarie sia straordinarie sono presiedute dal Presidente della Pro Loco (o in sua assenza dal vice Presidente), assistito dal Segretario. In caso di assenza di entrambi, l’assemblea elegge tra i soci presenti il Presidente; allo stesso modo l’assemblea eleggerà un Segretario, in caso di assenza del Segretario della Pro Loco.

Ogni socio esprime un voto soltanto; è  consentita una delega ad un altro socio.

L’assemblea ordinaria:

a)è convocata almeno due volte l’anno per le decisioni di sua competenza, delibera sul conto consuntivo dell’anno precedente e sulla formazione del bilancio preventivo (l’esercizio sociale inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre), sul programma di attività e sulle proposte del Consiglio Direttivo o dei soci;

b)deve essere convocata, entro il mese di novembre per l’approvazione del bilancio preventivo, entro il mese di aprile per l’approvazione del bilancio consuntivo;

c)deve essere convocata, per le elezioni delle cariche sociali, almeno dieci prima della scadenza del mandato;

d)è indetta con avviso (data, ora, luogo e ordine del giorno), portato a conoscenza dei soci, almeno dieci giorni prima della data fissata, consegnato  a mano o a mezzo posta o e-mail o affisso nella sede della Pro Loco, o all’Albo Pretorio del Comune; il Presidente ed il Consiglio Direttivo stabiliranno insieme le modalità di convocazione per ciascuna assemblea;

e)è valida, in prima convocazione, con la partecipazione di almeno la metà dei soci e delibera con voto favorevole della metà più uno dei voti espressi; è valida, in seconda convocazione, da indirsi qualunque sia il numero dei partecipanti e delibera con voto favorevole della metà più uno dei voti espressi. La convocazione, quando se ne ravvisi la necessità, può essere richiesta in maniera scritta dalla maggioranza dei membri del Consiglio Direttivo o da almeno un terzo dei soci.

L’assemblea è considerata straordinaria soltanto quando si riunisce per deliberare sulle modifiche dello Statuto sociale, sulla trasformazione  o sullo scioglimento dell’associazione ed è convocata   con avviso (data, ora, luogo e ordine del giorno), portato a conoscenza dei soci, almeno dieci giorni prima della data fissata, consegnato  a mano o a mezzo posta o e-mail o affisso nella sede della Pro Loco, o all’Albo Pretorio del Comune; il Presidente ed il Consiglio Direttivo stabiliranno insieme le modalità di convocazione per ciascuna assemblea. La richiesta di convocazione potrà provenire dal Presidente quando ne ravvisi la necessità, in seguito alla richiesta scritta dalla maggioranza dei membri del Consiglio Direttivo o di  almeno un terzo dei soci.

L’assemblea straordinaria è valida sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti e la presenza di almeno i due terzi dei soci iscritti, salvo l’ipotesi di scioglimento nel qual caso è valida sia in prima sia in seconda convocazione, solo con il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti e la presenza di almeno i quattro quinti dei soci iscritti.

Delle riunioni assembleari e relative delibere dovrà essere redatto apposito verbale firmato dal Presidente  e dal Segretario, consultabile da tutti i soci presso la sede sociale.

Art.8 IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo:

a)Il Consiglio Direttivo è formato da un numero di 9 (nove) membri eletti a votazione segreta dall’Assemblea. Ogni socio può esprimere da 3 a 9 preferenze su schede vidimate dai componenti del seggio. Tutti i soci, iscritti da quindici giorni, possono essere eletti; sono eletti coloro che hanno riportato il maggior numero dei voti, in caso di parità è eletto il più anziano di militanza;

possono essere invitati alle sedute del consiglio con parere consultivo il Sindaco del Comune o un suo delegato;

b)resta in carica quattro anni e tutti i membri sono rieleggibili;

c)si riunisce almeno sei volte l’anno e ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Presidente o a seguito di richiesta scritta da almeno due terzi dei membri;

d)può decidere dei rimborsi delle spese sostenute e documentate, relativi alle attività statutarie;

e)è investito dei poteri per la gestione ordinaria della Pro Loco ed in particolare gli sono riconosciute tutte le facoltà per il raggiungimento delle finalità sociali che non siano dalla legge o dal presente statuto riservate, in modo tassativo, all’Assemblea;

f)stabilisce la quota sociale annuale da versare;

g)ha l’obbligo di conservare la documentazione dell’Associazione per tre anni;

h)predispone i regolamenti interni per l’organizzazione ed il funzionamento delle varie attività, ivi compresi quelli delle elezioni degli organi statutari.

Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della metà più uno dei membri del Consiglio Direttivo e il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità è decisivo il voto del Presidente.

Spetta al Consiglio Direttivo la gestione del patrimonio sociale, la formazione del bilancio di previsione con relativo programma di attuazione, la stesura del conto consuntivo e della relazione dell’attività svolta.

I consiglieri che risultano, senza giustificazione motivata, assenti per tre sedute consecutive, possono essere dichiarati decaduti con deliberazione del Consiglio Direttivo il quale provvede alla surroga dei medesimi.

In caso di vacanza, per qualsiasi motivo, i consiglieri mancanti saranno sostituiti con i soci che, secondo i risultati delle elezioni, seguono immediatamente i membri eletti. Se non vi sono più soci da utilizzare per la surroga potrà essere indetta una nuova assemblea elettiva per l’integrazione del Consiglio Direttivo, qualora ne sia compromessa la sua funzionalità. Solamente nel caso che la vacanza dei componenti del Consiglio Direttivo sia contemporanea e riguardi la metà più uno dei soci, l’intero Consiglio Direttivo sarà considerato decaduto ed il Presidente dovrà, entro un mese dal verificarsi della vacanza, indire l’assemblea elettiva per l’elezione di un nuovo Consiglio Direttivo.

Delle riunioni consiliari dovrà essere redatto apposito verbale, approvato di volta in volta dal Consiglio stesso e firmato dal Presidente e dal Segretario.

Art.9 IL PRESIDENTE e il VICE PRESIDENTE

Il Presidente e il vice Presidente della Pro Loco:

a)sono eletti dal Consiglio Direttivo, a votazione segreta, nella sua prima riunione convocata dal primo degli eletti entro 15 giorni dall’elezione;

b)Il Presidente dura in carica per lo stesso periodo di vigenza del Consiglio Direttivo. Può essere riconfermato. In caso di assenza o impedimento temporaneo sarà sostituito dal vice Presidente.

c)In caso di impedimento definitivo il Presidente sarà dichiarato decaduto dal Consiglio che provvederà all’elezione di un nuovo Presidente entro 15 giorni;

d)Il Presidente ha la responsabilità dell’amministrazione della Pro Loco, convoca e presiede il Consiglio Direttivo e l’Assemblea dei Soci;

e)Il Presidente è a tutti gli effetti il legale rappresentante della Pro Loco;

g) Il Presidente può, in caso di urgenza, deliberare su argomenti di competenza del Consiglio, salvo ratifica nella successiva riunione;

g)Il Presidente provvede a riscuotere i contributi concessi all’Associazione da qualsiasi ente pubblico o privato e da privati.

Art.10 IL SEGRETARIO

Il Segretario:

a)è nominato dal Presidente, da scegliersi fra i soci ordinari; 

b)assiste il Consiglio Direttivo e l’Assemblea, redige i verbali delle relative riunioni, cura la conservazione della documentazione riguardante la vita della Pro Loco, assicura l’esecuzione delle deliberazioni e provvede al normale funzionamento degli   uffici;

c)è responsabile, insieme al Presidente, della perfetta tenuta degli atti e di ogni altro documento sociale;

d)il suo mandato è limitato nel tempo a quello in cui dura in carica il Presidente che lo ha prescelto. Il Presidente può, in qualsiasi momento, provvedere a sostituirlo a suo insindacabile giudizio.

Art.11 IL SEGRETARIO E IL TESORIERE

Il Tesoriere:

a)è nominato dal Consiglio Direttivo tra i suoi componenti o tra i soci ordinari; 

b)Redige la stesura dei bilanci;

c)provvede ai pagamenti e alle riscossioni dovute;

d)con firma congiunta a quella del Presidente può prelevare somme dell’Associazione depositate preso istituti bancari;

e)deposita presso la sede sociale i documenti contabili relativi al bilancio consuntivo per almeno 15 giorni prima della riunione dell’Assemblea convocata per la relativa approvazione;

f) è responsabile, insieme al Presidente, degli atti contabili dell’Associazione e ha l’obbligo di rendere, in qualsiasi momento, il rendiconto al Presidente e/o al consiglio direttivo.

Art. 11 IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Il Collegio dei Revisori dei Conti:

a)è composto di tre membri effettivi e da due supplenti;

b)è scelto fra i soci ed eletto dall’Assemblea con votazione a scrutinio segreto, separato da quella per le elezioni del Consiglio Direttivo;

c)dura in carica quattro anni e tutti i membri sono rieleggibili;

d)ha il compito di esaminare periodicamente ed occasionalmente la contabilità sociale, riferendone all’Assemblea, nonché di relazionare sul bilancio consuntivo;

e)può essere invitato alle riunioni del Consiglio Direttivo ed in tal caso può esprimere l’opinione sugli argomenti all’ordine del giorno, senza diritto di voto.

Saranno eletti i cinque soci che avranno ricevuto il maggior numero dei voti; i primi tre quali membri effettivi, gli altri due come supplenti.

Il Presidente del Collegio è di diritto quello che nelle elezioni ha riportato il maggiore numero di voti, in caso di parità il più anziano di età.

In caso di vacanza sarà nominato effettivo il membro supplente che ha riportato il maggior numero di voti nelle elezioni.

Nel caso che non sia possibile provvedere alle sostituzioni si dovranno tenere nuove elezioni per il rinnovo dell’intero Consiglio.

ART. 12 IL PRESIDENTE ONORARIO

Il Presidente onorario:

a)può essere nominato dall’Assemblea dei soci per eccezionali meriti acquisiti in attività a favore della Pro Loco;

b)possono essergli affidati dal Consiglio Direttivo incarichi di rappresentanza e di eventuali contatti con altri Enti.

ART. 13 PATRIMONIO

L’entrate economiche con le quali la Pro  Loco  provvede  alla 

propria attività sono: 

a)quote sociali;

b)le elargizioni di qualsiasi natura ed a qualunque titolo erogato da Enti Pubblici e Privati;

c)i proventi di gestione di attività e/o di iniziative permanenti od occasionali;

d)i contributi di privati cittadini;

e)eredità, donazioni e legati;

L’elenco dei beni mobili di proprietà della Pro Loco deve essere trascritto in apposito registro degli inventari.

Art. 14 SCIOGLIMENTO DELLA PRO LOCO

La Pro Loco:

a) può essere sciolta con apposita delibera dei soci in assemblea straordinaria;

Lo scioglimento della Pro Loco deve essere comunicato alla Regione Campania Assessorato al Turismo per il tramite dell’E.P.T. competente; all’UNPLI regionale e provinciale, al Comune di residenza, agli organi di polizia competenti.

In caso di vacanza amministrativa, l’amministrazione uscente risponde direttamente di eventuali pendenze contabili o amministrative; in caso di scioglimento della Pro Loco gli eventuali residui attivi devono essere devoluti ai fini di utilità sociale.

Art. 15 DISPOSIZIONI GENERALI

La Pro Loco:

a)aderisce facoltativamente all’U.N.P.L.I. (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) ed al Comitato Regionale delle Pro Loco della CAMPANIA nel rispetto dello statuto e delle normative U.N.P.L.I;

b)non può, in nessun caso, distribuire i proventi delle attività fra gli associati, anche in forme indirette, ma dovranno essere impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle direttamente connesse.

c)ha l’obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste

d) ha l’obbligo di devoluzione del patrimonio, in caso di scioglimento, ad altra Associazione od Ente che operi a fini di utilità sociale.

e) La Pro Loco accetta  le verifiche e i controlli E.P.T. per quanto attiene il rispetto della normativa regionale.

Per tutto ciò che non è espressamente contemplato valgono le norme del codice civile.

Il presente statuto è stato approvato dall’assemblea straordinaria dei soci del 19/11/2006.

Cenni storici su Ceppaloni

L’abitato di Ceppaloni è situato su una collina a sinistra della valle del Sabato. Dista dal capoluogo di provincia (Benevento) 12 Km circa ed è situato su di una collina a mt. 321 sul livello del mare. Dal suo castello si domina tutta la valle del fiume Sabato, che nel passato fu teatro di grandi e violenti avvenimenti storici. La zona era abitata in tempi remoti come ci confermano gli scavi archeologici che hanno portato alla luce reperti di epoca sannitico-romana. Sembra, infatti, che nella località Barba esistesse una potente roccaforte sannita, tenuta dagli Irpini, in opposizione al “castrum”(campo militare fortificato) di Chianche eretto dai Romani che avevano occupate le terre sannite del Beneventano, ma non quelle dell’Irpinia Sull’origine del toponimo non vi è nulla di certo e dovendo scartare a priori l’ipotesi formulata da fra’ Arcangelo da Montesarchio che Ceppaloni fosse un’ara sacra a Cibele, restano le infinite varianti di Cippaluno, Cepalone, Ceppaludi, Ceppalonga, derivanti , forse , dalla presenza sul luogo di grosse ceppaie di castagno.
Nell’anno 847 , dopo la battaglia di Furculo (centro abitato posto nel territorio dell’attuale comune di Torrioni) che si concluse con la vittoria del salernitano Siconolfo sul beneventano Radelchi, tutte le terre comprese tra il Sabato e la montagna di Cancello e fino a Chianchetelle andarono a formare il gastaldato di Furculo, mentre quelle di Barba, Altavilla e Prata furono aggregate al gastaldato di Rota , entrambi gastaldati del territorio salernitano. Appena dopo la sistemazione dei confini tra le due parti, Salerno iniziò ad erigere, nel punto più alto di Chianchetelle, un castello con cinta turrita, dal quale si dominava la via Antiqua Majore e Benevento fu costretta a fare altrettanto, ed eresse un suo castello di fronte e in opposizione a quello salernitano, sul monte di Ceppaloni.
I due castelli avevano soprattutto una grossa importanza militare perché, controllavano sia la via Antiqua Majore che lo stretto di Barba, ritenuto dagli storici “ il passo più geloso del tempo”.
Ceppaloni nell’anno 876 viene nominato in un diploma con il quale si ricorda la donazione di Cepalone ai benedettini di Montecassino fatta dal gastaldo Vaccone, siamo quindi in epoca longobarda. Esso fino al 1100 appartenne ai monaci Benedettini di Montecassino.
Con l’arrivo dei Normanni di certo fu tolto ai benedettini e nel 1113 il castello era sotto la signoria del Barone Raone, che con Boffello concorse con buone truppe a demolire le arcature del fiume Sabato, nella lotta che infuriava tra Landolfo di Benevento e i Normanni. In questo medesimo anno (1113) successe a Raone Roberto di Amurri con il titolo di Conte.
Iniziava così la Contea di Ceppaloni. Intanto la lotta tra Landolfo di Benevento e Roberto di Capua infuriava e, non accennava a finire. Neppure il Papa Onorio II, che fu pontefice dal 1124 al 1130 riuscì a stabilire la pace tra i due. Allora i1 Papa, dispiaciuto per la disobbedienza e per i torti ricevuti, si ritirò nel castello di Ceppaloni dove si trattenne per diversi giorni in attesa di tempi migliori. Poi fece ritorno a Roma.
Ceppaloni, dopo la tregua tra Roberto di Capua e Landolfo di Benevento visse giorni tranquilli.
Ma nel 1133 le cose si aggravarono di nuovo quando Raone di Fragneto, signore di Ceppaloni e amico del Duca Rainolfo, tentò di depredare Benevento
I Beneventani non indugiarono a ricorrere a Ruggiero, potente re dei Normanni, il quale subito corse in loro aiuto dalla Sicilia e dopo aver preso e saccheggiato Montemarano, che si era ribellata al suo volere, dava tutto alle fiamme. Poi, accompagnato dai Beneventani, veniva su Ceppaloni e faceva sommaria giustizia di tutto e di tutti ordinando di espugnarne le sue torri e le sue fortezze che peraltro erano state già abbandonate da Raone di Fragneto il quale, senza darsi pena del popolo, aveva preso con se la moglie e si era ritirato nel castello di Tufo, sotto la protezione di Rainolfo e lì aveva trovato anche Arrigo, signore di Samo.
I Beneventani., dopo tre giorni di assedio, con il permesso del re Ruggiero, distrussero il castello di Ceppaloni dalle fondamenta, anche se, probabilmente, non deve parlarsi di un vero e proprio castello ma di un fortilizio, di un primo nucleo originario del castello attuale, coincidente con la zona della torre sita nell’angolo a nord-ovest. Ricostruito in seguito probabilmente dallo stesso Ruggero, nel 1229 l’esercitò papale lo incendiò durante le lotte tra Federico II e papa Gregorio IX..
Nel 1400 comincia per Ceppaloni, come per altri paesi del Beneventano e del meridione d’Italia, una vita nuova. I Baroni, dopo Federico II e con l’avvento di Carlo d’Angiò, crebbero di potere ed ecco che incominciarono ad infeudare tutto il meridione d’Italia, anche perché i Re Angioini ed Aragonesi, avendo bisogno di denaro, vendevano e cedevano Titoli, terre e castelli ai già potenti Baroni.
A Ceppaloni nel 1437 era Baronessa Italia Stellato(Scillato) che, sposando Giacomo Antonio della Morra, Barone di Serino, dà origine alla signoria di questo nome su Ceppaloni.
Sempre nel 1437 il re Alfonso D’Aragona ,portatosi a Ceppaloni per riposarsi nella sua guerra contro Renato d’Angiò ,accordò a Ilaria Scillato e Francesco Orsini, feudatari di Ceppaloni ,in segno di riconoscenza per l’ospitalità ricevuta, di tenere nel feudo un mercato una volta all’anno di domenica invece che di martedi , come prescitto fino ad allora da una concessione accordata dalla regina Giovanna II. Con l’avvento dei francescani questo mercato prese il nome di “Porziuncola”.
A Giacomo Antonio succedeva il figlio Matteo Antonio che sposava la nobile Caterina Dentice.
Nel 1461 era Barone di Ceppaloni un alto Giacomo Antonio della Morra, che sposò Biancamano Zurlo dei Conti di Nocera dei Pagani.
A costui successe Camillo della Morra che sposò Eleonora Bozzuto.
Gli successe Giacomo Antonio III della Morra, marito di Antonia Tomacello.
Quando Giacomo Antonio III morì gli successe il figlio Giovanni Vincenzo della Morra che, essendosi ribellato al Re di Napoli, fu privato del feudo di Ceppaloni venduto poi allo spagnolo Federico Davalos, primo marito di Feliciana Degregorio.
Cominciò così la signoria dei Davalos su Ceppaloni.
E’ bene notare che gli Spagnoli erano succeduti agli Aragonesi sul trono di Napoli e restarono tra noi per circa due secoli. La loro presenza impoverì assai la nostra gente.
A Federico Davalos successe nel 1541 Alfonso Davalos, sposo di Costanzaa Caracciolo d’Aragona.
Nel 1570 è Barone di Ceppaloni Roberto Davalos Il e con Roberto si estingue la signoria dei Davalos ed inizia quella dei Cosso che con Giacomo Cosso acquista il feudo di Ceppaloni per 25.000 ducati dai Davalos. Giacomo nel 1576 sposa Giacoma Mastrogiudice.
Nel 1588 gli succede Giovan Paolo Cosso che sposò Cornelia Pignatelli.
Nel 1597 troviamo un Pietro Cosso e nel 1623 una Camilla e Cornelia Cosso, figlie di Pietro. E con queste ultime si estingue anche la signoria dei Cosso a Ceppaloni.
Il castello di Ceppaloni nel 1627 si trovava nelle mani di Paolo Staibano, dottore in legge, e Mario Narmi, i quali, il 14 Luglio dello stesso anno, vendettero il feudo per 64.000 ducati a Fabio della Leonessa. Questi era Arcivescovo di Conza e Patriarca di Antiochia e aveva acquistato il feudo di Ceppaloni per conto di suo fratello.
Nel 1634 Fabio della Leonessa restaurò il castello che era ormai in pessime condizioni e lo ricostruì in parte. L’evento è attestato da una lapide in pietra che si trova nella parte occidentale del castello.
Nel 1636 a Fabio della Leonessa subentrava il fratello Francesco a cui succedeva Carlo della Leonessa nel 1641.
Nel 1688 è Barone di Ceppaloni Fabio Mario della Leonessa a cui, nel 1704, succedeva il fratello Vincenzo. Fu con Vincenzo che la famiglia della Leonessa, con decreto del Re del 1705, ottenne che Ceppaloni si chiamasse “Ceppaloni di Mirabella”, in quanto Mirabella era stato acquistato da Fabio Mario del 1691 per 87.000 ducati.
A Vincenzo, del 1714, succedeva il figlio Fabio II.
Nel 1730 è Barone di Ceppaloni di Mirabella Giuseppe della Leonessa e nel 1797 Giuseppe Maria della Leonessa.
Per mancanza di eredi di Giuseppe Maria, la Signoria di quest’illustre famiglia che tenne Ceppaloni per circa 170 anni si estinse e il feudo di Ceppaloni passò alla Regia Corte che vendette il tutto al Duca di Gravina di Puglie Filippo Bernardo Orsino.
Nel 1834 avendo il Principe Giovanni Pignatelli sposato il 31 Maggio Carolina Ruffo della Leonessa, i Pignatelli aggiunsero al loro anche il cognome “della Leonessa” e si chiamarono “Pignatell’. della Leonessa” e furono Signori in Ceppaloni perché ormai con l’abolizione della feudalità del 1806 da parte di Giuseppe Napoleone, il feudo era finito da un pezzo, restava soltanto il castello a testimoniare le lotte e le glorie del passato.
Quando i Pignatelli lasciarono il castello esso fu abitato da decine di famiglie.
Ceppaloni da 1005 abitanti nel 1532, scese a 665 durante la peste del 1655, per risalire a 5119 abitanti nel 1932.
Riportiamo due episodi di brigantaggio avvenuti nel territorio di Ceppaloni
A Chianche (oggi Beltiglio, frazione di Ceppaloni), la mattina dell’otto agosto 1863, nella chiesa del SS. Rosario, come di consuetudine, il parroco don Antonio Mele, aiutato dal suo sacrestano, mentre indossava i sacri arredi per dire messa, si presentarono in sacrestia, tre uomini armati e mascherati i quali, con la minaccia delle armi li immobilizzarono e li portarono via. Si saprà poi che i malviventi erano tre briganti del luogo; Pietro Catalano capo brigante, Nicola Mignone e Pietro Mignone. I due furono portati sulle montagne di Cervinara. Qualche ora dopo, il sacrestano fu rilasciato con un biglietto diretto ai familiari del religioso. In esso vi era la richiesta di riscatto di 1.000 ducati . Da un documento dell’archivio De Agostini, si parla di una richiesta di 20.000 ducati, cifra enorme per quei tempi, nemmeno i più facoltosi potevano metterla insieme in pochi giorni, poi si arriva a 12.000 ducati. Infine, si seppe che la famiglia pagò in più tranche; un primo acconto di ducati 900 e un secondo di ducati 300. Dopo un mese e due giorni don Antonio è rilasciato dietro il pagamento d’altri 2.000 ducati. Una bella cifra che non tutti potevano avere. In questo caso, don Antonio Mele, che di politica non s’interessava minimamente, fu sequestrato solo in nome dei suoi soldi e non di Francesco II. I briganti locali, erano solo piccoli malfattori, ladri per necessità, briganti per fame
L’altro caso riguarda Parente Saveria di Antonio, nata il 3 luglio 1814 da Antonio e Rosa Mernone e domiciliata in S. Giovanni di Ceppaloni, di anni 52 e mamma di sette figli. Il 6 ottobre 1863 aveva bussato alla porta di casa, un frate incappucciato. Era Carmine Porcaro suo compaesano, notoriamente appartenente alla banda Caruso; sotto questo travestimento cercava di sottrarsi all’inseguimento delle Guardie Nazionali. – In nome del buon vicinato, in quanto la madre abitava lì nella casa attaccata alla sua , ed in pena per lui, chiese ospitalità. Parente Saveria non lo mandò via. Il giorno dopo gran perquisizione sistematica in tutte le case; quella della Parente fu circondata e trovarono nella stalla una sella e una giumenta. che non appartenevano alla proprietaria. Porcaro Carmine , vistosi scoperto, incominciò a sparare all’impazzata, fortunatamente senza colpire nessuno; desistette solo quando la vecchia madre al di sotto gli gridò di smetterla. Sette anni di reclusione furono dati a Parente Saveria, il 13 giugno 1864 mentre Carmine Porcaro fu condannato a morte mediante fucilazione alla schiena il 10 ottobre 1863.

La Taverna di Rotola

La citata “via antiqua maiore” doveva indubbiamente passare di qua del Sabato.
Dovrebbe coincidere, grosso modo, con la ultimata Benevento-Stretto di Barba. La Taverna di Rotola, pregevole costruzione le cui prime notizie risalgono al 1600, era un posto di ristoro ci notevoli proporzioni lungo questa strada: la sua possanza mal si attaglierebbe alla mulattiera che gli ultimi tempi ci hanno fatto conoscere.
Le corpose attenzioni che i Signori di Ceppaloni hanno sempre riservato alla zona della Taverna testimoniano ampiamente di un’importanza architettonica e strategica certamente legata ad una via di transito da ritenere fondamentale per l’ accesso nella Valle del Sabato ed a Benevento.La denominazione di < Rotole> alla zona più bassa del fianco della collina su cui sorsero i casali dell’attuale Beltiglio sta a ricordare l’ attività offensiva e difensiva di chi, dall’alto, rispetto a chi agiva nella valle, lanciava sassi a mezzo di catapulte e di frombole.